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Il cuore non basta all’Italia, c’è troppa Serbia: primo ko Mondiale

di Fabio Cavagnera
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L’Italia lotta, mette grande cuore e ci prova, finché le energie reggono, ma la Serbia ha troppe alternative, oltre ad un fenomeno come Bogdanovic (31 punti), e troppe armi per gli azzurri. La squadra di Djordjevic così si prende partita (92-77) e primo posto nel girone, con prove importanti anche di Jokic, Raduljica e Jovic, mentre per l’Italia non basta un superlativo Gallinari, così come una partita di ottima fattura per Hackett, Belinelli e Gentile. Purtroppo, però, l’ex capitano milanese è l’unico a dare un contributo costante dalla panchina e cala troppo il ritmo quando i big vanno a sedersi, oltre ad un Datome apparso in difficoltà. Tra due giorni via alla seconda fase, con Spagna e Portorico. 

Botta e risposta Bogdanovic-Hackett in avvio, Gallinari attacca con continuità e successo Jokic, però i serbi hanno continue alternative alla stella più grande, andando soprattutto vicino a canestro con i lunghi, impossibili da contenere per i pari ruolo azzurri. Infatti, quando entrano le due panchine, gli uomini di Djordjevic prendono il controllo della partita (19-26 al 9’), anche se un ottimo Gentile riporta l’Italia a contatto per un paio di possessi. Però si scalda anche Jovic dall’arco, mentre Datome fatica a trovare il ritmo della partita ed i nostri avversari trovano la doppia cifra di vantaggio.  

C’è Gallinari a prendersi in mano la squadra di Sacchetti in avvio di ripresa: tutti suoi i primi 11 punti del terzo periodo, con cui torniamo a -2 (53-55 al 25’), mancando di poco anche la tripla del sorpasso.  I serbi approfittano del bonus azzurro (e di qualche fischio amico) per allungare nuovamente a +10, andando vicino a canestro da Raduljica, mentre l’Italia non segna più dal campo fino alla fine del terzo periodo. È una tripla di Belinelli a sbloccare il risultato, per un 5-0 di inizio quarto periodo, ma Bogdanovic risponde con la stessa moneta ed un tecnico a Brooks chiude i conti, poi i serbi dilagano. E sale anche la tensione in campo. Ora si va a Wuhan, dove venerdì ci giochiamo la permanenza nel Mondiale, contro la Spagna. Ci dobbiamo provare.

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