Warriors a valanga, Toronto rompe la maledizione, bene Phila e Pelicans

di Paolo Terrasi
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Golden State Warriors-San Antonio Spurs 113-92 (Golden State conduce la serie per 1-0)
No Curry no problem, stavolta, per i campioni in carica: nella baia vengono cacciati via tutti i dubbi, con la squadra di coach Kerr, che si gioca la carta Iguodala in quintetto, che domina dal primo all'ultimo minuto. I texani vengono massacrati da un Kevin Durant inarrestabile (tripla doppia sfiorata per lui, con 24 punti, 8 rimbalzi, e 7 assist) ed un Thompson chirurgico con 11/13 dal campo e 5/6 da 3. In casa Spurs non ci sono modi per tenere il 35 avversario in difesa (laconico, come al solito, il commento di coach Popovich: "Chiederò a Danny Green di crescere di vari centimetri ed a Kevin di essere meno bravo), ed in attacco faticano, con Aldridge limitato a 14 punti, con brutte percentuali, dalla difesa di un inaspettato Javale McGee, alla quarta partenza in quintetto nei playoff, autore di una solidissima prestazione in entrambi i lati del campo.  L'ultimo ad alzare bandiera bianca è l'eterno Manu Ginobili, l'unico a rimanere "dentro" la partita. Soltanto 48h per gli Spurs per trovare contromisure. 

Toronto Raptors-Washington Wizards 114-106 (Toronto conduce la serie per 1-0)
La maledizione è spezzata, in Canada. Dopo 10 Gare 1 senza vittorie (ultima nel 2001), i Raptors riescono ad iniziare col piede giusto una serie di playoff, e lo fanno giocando la pallacanestro che gli ha portato tante soddisfazioni in regular season. Toronto tira col 53% sia dal campo che da 3 punti, ma mentre Lowry e DeRozan litigano, come spesso accade in primavera, col ferro, i padroni di casa trovano la doppia doppia di Serge Ibaka, autore di 23 punti, 12 rimbalzi e 8/11 dal campo, il grande impatto di OG Anunoby, ed il solito apporto di qualità dalla panchina, con i 30 punti del duo Wright/Miles, che non fanno rimpiangere l'assenza di VanVleet. Per provare a ribaltare il fattore campo Washington dovrà fare di più: John Wall è stato eccelso in regia (23 punti e 15 assist), dovrà tirare meglio (30% per lui stanotte). 

Philadelphia 76ers-Miami Heat 130-103 (Philadelphia conduce la serie per 1-0)
Dopo 6 anni, Philadelphia torna a vincere una partita di Playoff, e lo fa in modo coerente con la sua stagione: accettabile all'inizio, una leggera flessione, e poi assolutamente prorompente e dominante nel finale. I 76ers iniziano in equilibrio, andando sotto di 12 alla fine del primo quarto, per poi raddrizzarla e dilagare nel secondo tempo, accarezzando più volte il +30, arrivando al +29 come massimo vantaggio, figlio delle 18 triple (su 28 tentativi) di squadra. Sempre senza Embiid, Simmons continua ad essere in forma strepitosa (17-9-14 all'esordio), ed i suoi compagni non sono da meno: 28 per Redick, 25 per Belinelli (4/7 da 3), 20 per Saric e 17+14 per Ilyasova, . 17esima vittoria consecutiva quindi per i padroni di casa, che non accennano a volersi fermare. Per gli Heat, non basta un Olynyk da 26 punti dalla panchina. 

Portland Trail Blazers-New Orleans Pelicans 95-97 (New Orleans conduce la serie per 1-0)
Partita al cardiopalma al Rose Garden, che sembrava chiusa per i Pelicans, in vantaggio anche di 19: Anthony Davis (35 punti, 14 rimbalzi), ed un Rondo d'annata (17 assist), guidano New Orleans alla vittoria, ma i Pelicans devono ringraziare le giocate difensive, nei possessi finali, di Jrue Holiday, per festeggiare la prima vittoria in postseason del monociglio. I Blazers sono la prima squadra a perdere il vantaggio del fattore campo: il duo Lillard-McCollum combina per 37 punti, ma con 13-41 dal campo.


LA PRESENTAZIONE DI CURTIS JERRELLS
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