#NBApreview: Detroit - Become relevant; basta Casey?

di Paolo Terrasi
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La scorsa puntata abbiamo parlato dei Milwaukee Bucks, ed oggi tocca ai Detroit Pistons, in una situazione leggermente simile rispetto a quella dei cervi.

Detroit non riesce ad essere competitiva per un titolo da quasi un decennio, con la fine del ciclo dei Pistons campioni del 2004, guidati dai due Wallace e Chauncey Billups, e da allora le partecipazioni alla post-season sono state sporadiche. Archiviata l'era Van Gundy, che ha portato in dote una sola apparizione ai playoff, la città del Michigan ripartirà da Dwane Casey, vincitore del premio come miglior allenatore quest'anno ed artefice della rinascita dei Toronto Raptors. 
Casey ha portato i vicini canadesi via dal guado della mediocrità fino all'elite della conference, migliorando ogni anno i risultati in stagione regolare, salvo naufragare contro lo scoglio rappresentato da Lebron James e faticando sempre e comunque da Aprile in poi. Quali mezzi avrà l'ex allenatore di Toronto per provare a ripetersi, e magari migliorarsi?
La base di partenza è rappresentata dalle due torri Andre Drummond Blake Griffin. Il primo, nato e cresciuto come possente pivot all'antica, un DeAndre Jordan di cui ha ereditato le caratteristiche, nel bene (calamita per rimbalzi e schiacciate, ed intimidazione sotto canestro come pochi) e nel male (monodimensionalità e pessimo tiro dai liberi), si è evoluto aggiungendo sempre più armi al suo arsenale, con l'era Van Gundy che gli ha lasciato in eredità migliorate e considerabili doti di passatore, ed un tiro da tre che da inesistente sta via via diventando credibile; l'ex Clippers, arrivato nel mezzo della scorsa stagione, è come Drummond un All Star, capace anche lui di evolvere enormemente il suo gioco, abbandonando i panni della semplice macchina di highlights e schiacciate virali ed assumendo quelli di un lungo duttile e moderno. Tuttavia, per Blake, i guai fisici sono purtroppo un leitmotiv costante, con più di 100 partite saltate negli ultimi 4 anni, 93 negli ultimi 3: non una buona notizia per i Pistons, considerando che parliamo di un giocatore che ha saltato per intero il suo primo anno per infortunio e che avrà altri 4 anni a libro paga per più di 30 milioni l'anno. 
Libro paga decisamente bloccato: oltre ai sopracitati Drummond e Griffin, contando anche il nativo di Pordenone Reggie Jackson, i Pistons investiranno più di 3/4 del loro cap su questi tre giocatori, con lo spazio salariale bloccato fino a tutto il 2020. Come per Milwaukee, difficilmente il mercato potrà aumentare più di tanto i Pistons: toccherà a coach Casey portare Detroit fuori dalla per niente ambita zona grigia tra la lottery e le prime eliminate dai playoff ad un posto comodo in post season. 


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