E' l'ora del torneo NCAA tra favorite, possibili upset ed il bracket

di Massimiliano Zanotti
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Arriviamo al Tournament 2018 alla fine di una stagione martoriata da scandali legati al reclutamento che avranno sicuramente strascichi in offseason ma non per questo vi arriviamo in tono sommesso. Le 4 teste di serie erano facili da battezzare in Virginia, Xavier, Kansas e Villanova ma nel torneo ci sono anche altre storie da raccontare. Per Virginia l’essere l’assoluta favorita per il titolo non rappresenta un aiuto ed il tabellone di quest’anno lo è ancor meno dal momento che nella sua parte trova #4 Arizona e #5 Kentucky, avversarie con più incognite di #2 Cicinnati e #3 Tennessee.
I Wildcats sembrano la squadra più penalizzata dall’assegnazione delle teste di serie ma se hai Deandre Ayton, il più forte giocatore della stagione, e vuoi vincere il titolo, sai di dover essere capace di battere chiunque a prescindere dal suo ranking. Xavier è avvantaggiata dal trovarsi come #4 la Gonzaga meno convincente degli ultimi anni e quindi la strada fino alle EliteEight non sembra impossibile dove, sulla carta, si dovrebbe incrociare con #2 North Carolina, sempre che i Tar Heels non diventino l’ennesima vittima di una Providence che in stagione ha già sconfitto Xavier (2 volte) e Villanova.

Anche quello di Kansas pare un tabellone fattibile fino alle Elite Eight dove, sempre sulla carta, dovrebbe incontrare la vincente tra #2 Duke e #3 Michigan State, partita già giocata a Novembre tra quelle che in quel momento erano le n.1 e n.2 del ranking, che i Blue Devils hanno vinto in volata. Da evidenziare che sbrigata la pratica #15 Iona, al secondo round i ragazzi di coach-K dovrebbero incontrare #10 Oklahoma ed il secondo miglior giocatore della stagione, Trae Young. Quello di Villanova è il tabellone sulla carta più semplice con 3 teste di serie per certi versi sorprendenti perché se come #2 Purdue e #4 Wichita State ci possono stare, in pochi avrebbero previsto al #3 una squadra come Texas Tech con un record discreto (24-9), 2 sconfitte contro West Virginia che nel suo stesso Regional è al #5 ed un RPI mediocre (23) ma che il Pomeroy Rating mette al n.12. Nei suoi 6 anni sulla panchina di Texas Southern, Mike Davis porta i Tigers alla 5^ post-season consecutiva con 4 apparizioni al Torneo, molto meglio di quanto fatto nello stesso periodo dalle 2 squadre che l’avevano licenziato: Indiana e UAB.

Attenzione a South Dakota State che potrebbe sorprendere tanti grazie a Mike Daum, un’ala junior che ha finito la stagione regolare con  23,8 ppg, 10,4 rpg, 85% ai liberi e 42% da 3pti; è vero che la Summit League non è l’ACC ma sono comunque numeri di rilievo. Missouri ha potuto schierare nella partita persa del Torneo SEC il probabile Top 10 del prossimo draft Michael Porter Jr che aveva giocato solo pochi minuti nell’esordio stagionale prima di infortunarsi alla schiena. Se Porter recupera solo un po’ del suo talento è meglio che Florida State prima ed eventualmente Xavier lo tengano in considerazione. Tra le First Four è intrigante la sfida Syracuse-Arizona State, 2 squadre scelte in extremis e che per i risultati da inizio anno ad oggi non meriterebbero nemmeno di giocare una delle partite di First Four ma che potrebbero fare strada nel Torneo.
Al contrario le ultime 4 squadre ad essere escluse dal torneo sono state Baylor, St.Mary’s, USC e Notre Dame, che cercheranno un amara consolazione al NIT. Questo è quello che ci aspetta al Torneo 2018 ma nonostante tutto sentiremo la mancanza di squadre che avrebbero meritato di esserci ma sono state penalizzate dal nuovo sistema di valutazione delle vittorie con i Quadranti, di Rick Pitino e del gioco della sua Louisville ma soprattutto della folkloristica panchina di Nebraska (in basso il video).

IL TABELLONE DEL TORNEO NCAA 2018



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