Energia e pedigree: ecco l’"italiano" Brooks alla corte dell’Olimpia

di Ennio Terrasi Borghesan
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È uno dei pezzi pregiati del mercato dell’Olimpia Milano, anche per il suo “status” a livello di tesseramento che nel prossimo mese di settembre potrebbe renderlo un giocatore italiano.

Il rapporto di Jeff Brooks con l’Italia non si limita, però, soltanto al suo matrimonio dell’agosto 2015. Il giocatore visto nelle ultime due stagioni in Spagna con la maglia di Malaga, infatti, può vantare un’esperienza quadriennale nel nostro paese iniziata nel 2011, quando uscito da Penn State approda in A2 con la maglia di Jesi.

Dopo la stagione in terra marchigiana, per il nativo di Louisville si sono aperte le porte di Cantù prima e Caserta poi, preludio alla stagione della definitiva consacrazione: il 2014/15, in cui diventa una pietra angolare della Dinamo Sassari del ‘triplete’. Al di là del suo status di passaporto che diventerà molto prezioso dopo la probabile convocazione a settembre con l’Italbasket, le caratteristiche di Brooks possono migliorare enormemente l’Olimpia di Pianigiani sui due lati del campo.

Non c’é solo la fisicità e l’atletismo di un giocatore che può contare anche su un bagaglio non indifferente d’esperienza e di successi (anche l’Eurocup vinta con Malaga nel 2016-17): Brooks, infatti, è un tiratore competente anche dalla lunga distanza (39.5% nell’ultima stagione con Malaga) ed è quindi un giocatore che può attirare a se molte attenzioni delle difese avversarie. Potrebbe quindi essere interessante vederlo in campo sia con Vlado Micov, che sostituì ai tempi di Cantù, che con Mindaugas Kuzminskas, anche per permettere al lituano più minuti da ‘3’, il suo ruolo preferito.


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