Italia, Stern e tanto tiro da fuori: Nedovic vuole crescere ancora

di Ennio Terrasi Borghesan
articolo letto 1692 volte
Foto

Prima dello sbarco a Milano, annunciato all’inizio dell’estate ma pre-annunciato a stagione in corso, l’Italia era già nella storia personale di Nemanja Nedovic. Merito di suo padre, ex giocatore professionista di pallamano che nel 2002 si trasferì nel nostro paese, a San Benedetto del Tronto, come giocatore, portando con se l’intera famiglia. Il piccolo Nemanja muove quindi i suoi primi passi su un parquet di pallacanestro nella vicina Ascoli Piceno, impiegando soltanto 6 anni da allora a entrare in prima squadra alla Stella Rossa.

Una carriera in continua ascesa per il nativo di Nova Varos, che raggiunge il suo apice il 27 giugno 2013, quando Nedovic viene chiamato al draft NBA con la numero 30 dai Golden State Warriors, dopo tre stagioni di ottimo livello in Serbia e con la maglia del Lietuvos Rytas. Quella notte il serbo entra nella storia della National Basketball Association anche perché diventa l’ultimo giocatore annunciato al draft da David Stern.

Ai Warriors rimane una sola stagione, in cui trova poco spazio tanto da essere maggiormente impegnato in D-League. È al ritorno in Europa, e in Spagna in particolare, che il giovane Nemanja trova il suo riscatto: prima un anno a Valencia e poi l’esperienza con Malaga. Tre anni in Andalusia, di cui diventa leader tecnico e anche spirituale, in continuo crescendo: dopo una stagione mediocre al debutto, al secondo anno è importante nel portare Malaga a vincere l’Eurocup e nell’ultima stagione si afferma come uno dei capocannonieri di Eurolega, con quasi 17 punti di media. In tutto questo le esperienze in crescendo anche con la nazionale serba: spicca -oltre alla medaglia d’argento di Rio 2016- anche quell’Europeo 2013 dove per primo fece intravedere il suo talento in un gran duello con Tony Parker.

Il duo, in maglia Olimpia, con Mike James si annuncia particolarmente interessante dal punto di vista offensivo, a condizione che due giocatori che amano tenere il pallone tra le mani a lungo come loro (quasi 5 assist di media nell’ultima Eurolega con Malaga) due sappiano trovare un punto d’equilibrio. Difensivamente poi Nedovic è un giocatore rispettabile, più continuo del Goudelock che va a sostituire; il carattere, poi, è quello di un giocatore abituato a migliorare continuamente. Il miglior biglietto da visita da presentare in vista della nuova avventura biancorossa.


Utilizzo dei Cookie
PROSEGUO
Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione e per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Proseguendo con la navigazione acconsenti al loro uso in conformità alla nostra Cookie Policy