Pianigiani: “Il 2-2 ci sta stretto, abbiamo capitalizzato poco”

di Ennio Terrasi Borghesan
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È un Simone Pianigiani amareggiato ma non scoraggiato quello che si presenta in sala stampa a Trento per commentare la sconfitta di Milano in Gara 4: “Abbiamo fatto una partita solida per quasi 30’, anzi più volte” - afferma l’allenatore dell’Olimpia - “eravamo stati molto bravi a scavarci con fatica dei divari veri, ma capitalizzando poco da quei vantaggi soprattutto nel primo tempo. Poi ci sono delle cose imponderabili che possono ma non devono succedere: dal +11 sbagli situazioni facili e prendi 5 punti in fila e perdi il ritmo. La squadra non molla, ci tiene ed è orgogliosa: ma in quei momenti lì, forse anche per il poco vissuto insieme, è come se non accettassimo di subire un parziale dopo aver costruito un vantaggio considerevole”.

Pianigiani è diretto nell’individuare le chiavi del match: “Non siamo stati bravi a evitare che rientrassero con troppa rapidità sui nostri allunghi, ci sono momenti in cui devi essere lucido per evitare che la partita svolti” - sostiene - “dobbiamo essere più bravi a prendere falli in area quando abbiamo momenti di difficoltà offensiva, e non siamo stati bravi, quando li abbiamo forzati a cattivi tiri, a creare buoni punti in ripartenza, poiché siamo stati troppo macchinosi con mezze transizioni”.

Adesso la mente è rivolta a Gara 5, che diventa assolutamente decisiva: “Per le due partite fuori casa che abbiamo fatto il 2-2 forse ci sta un po’ più stretto, adesso c’é una miniserie in cui tutto può starci con questo livello di stanchezza” - afferma Pianigiani - “dobbiamo avere le energie per fare una bella partita in casa, per riprendere il pallino del vantaggio davanti alla nostra gente che sicuramente ci darà tanta energia come il pubblico l’ha data oggi a Trento”.

Ci sono un paio di letture che possiamo dare a questa vittoria” - afferma Maurizio Buscaglia - “perché è stata una partita dura e difficile. Sicuramente il fatto che nel primo tempo, a fronte di una sterilità offensiva totale, di essere riusciti a mantenerci dietro in difesa rintuzzando il vantaggio di Milano. Eravamo andati all’intervallo facendo 2’30” positivi, che ci hanno aiutato a vivere bene l’intervallo".

"Abbiamo visto che potevamo attaccare il lato debole, dentro e fuori" - continua l'allenatore di Trento - "e l’abbiamo fatto, senza mollare mai difensivamente. La squadra ha fatto un grande finale di 3° quarto, ha sentito che aveva un picco da dare. Dovevo gestire meglio il tempo nel finale, chiamando un timeout per riposarci e fermare il pallone. Abbiamo ottenuto una vittoria al termine di una partita molto difficile, molto da playoff”.

E' il volto della delusione Andrew Goudelock, quando esce dagli spogliatoi, dopo un po' dalla fine della partita. Anche lui fatica a spiegarsi cosa è successo nel quarto periodo: “Loro hanno iniziato a giocare fisici, gli arbitri hanno perso il controllo della partita, noi abbiamo perso il controllo della partita e loro hanno forzato palle perse ed hanno segnato in contropiede - le parole del Mini Mamba - Peccato, perché avevamo giocato una buona partita per 27 minuti, sia in attacco che in difesa, poi ci siamo spenti”.  E Trento ha fatto 2-2.

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