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Doppia cifra per i Lakers con un super Lebron, Brooklyn piega Miami

di Paolo Terrasi
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CLEVELAND CAVALIERS-LOS ANGELES LAKERS 108-115 | I campioni in carica si mantengono imbattuti in trasferta conquistando il decimo successo in altrettante partite lontano da casa. Il protagonista assoluto, neanche a dirlo, è LeBron James, che davanti al pubblico che fu suo (2.000 tifosi presenti sugli spalti, molti dei quali con la maglia gialloviola numero 23) segna 17 punti nel primo quarto e addirittura 21 nel quarto periodo, spazzando via i Cavs. L’aria di casa fa bene al Re, che si regala il massimo stagionale da 46 punti con le giocate decisive nel finale, lanciando anche sguardi di sfida verso un membro della dirigenza di Cleveland presente in prima fila (reo di aver esultato un po' troppo per un errore di James nel 3° quarto). Per LeBron percentuali stellari: 19/26 al tiro di cui 7/11 dalla lunga distanza a cui aggiunge 8 rimbalzi, 6 assist, 2 recuperi e 2 stoppate in 38 minuti. Insieme a lui ci sono i 17 di Anthony Davis e i 15 di Montrezl Harrell, anche in una serata da 3/21 dei compagni da tre punti. Dopo i 38 punti di scarto presi a Boston, Cleveland se non altro stavolta dà battaglia fino alla fine, costringendo James agli straordinari per poter vincere la partita. Andre Drummond guida tutti con 25 punti e 17 rimbalzi, seguito dai 20 di Cedi Osman e i 17 (ma con 6/17 al tiro) di Collin Sexton. “Ma è dura quando uno come LeBron gioca come ha giocato stasera, direi che si è visto” l’analisi di coach Bickerstaff dopo la nona sconfitta stagionale. 

BROOKLYN NETS-MIAMI HEAT 98-85 | Il calendario di questa stagione mette spesso di fronte due squadre in due partite consecutive, ma le due sfide tra Nets e Heat non avrebbero potuto essere più diverse. Dopo il 128-124 di due giorni fa, questa volta entrambe sono rimaste sotto i 100 punti segnati in una serata offensivamente complicata (65/169 combinato al tiro per le due squadre), anche se ad avere la meglio sono stati di nuovo i padroni di casa grazie a un parziale di 18-2 nel finale. I Nets viaggiano a 120 punti di media segnati in stagione, ma ne hanno messi solo 15 nel primo quarto tirando 4/21 e tutte e tre le stelle hanno faticato a entrare in ritmo, almeno fino al parziale finale cominciato con una tripla di Kevin Durant (20 punti alla fine) e a cui si sono aggiunti 10 dei 20 finali di James Harden, con Kyrie Irving che ha chiuso con 16 punti. “La nostra difesa ha tenuto per tutta la partita, poi abbiamo cominciato a segnare per scappare via” ha detto KD guardando il bicchiere mezzo pieno. Miami lascia Brooklyn con un’altra sconfitta, scendendo a un record di 6-10 buono solo per il 13° posto nella Eastern Conference. Per loro fortuna il sesto posto è distante solo due partite e in settimana dovrebbe rientrare almeno Jimmy Butler, dando man forte a un Bam Adebayoche (dopo i 41 di due giorni fa) ne mette altri 26 con 10 rimbalzi e 5 assist. Oltre ai 21 di Goran Dragic, però, c’è davvero poco per la squadra di coach Spoelstra. 

DALLAS MAVERICKS-DENVER NUGGETS 113-117 | Successo importante per i Nuggets, che con la quarta vittoria consecutiva si riportano nelle zone alte della Western Conference con un record di 10-7. Per una volta il protagonista non è Nikola Jokic (comunque autore di 20 punti e 10 rimbalzi) ma bensì Michael Porter Jr., che esce dalla panchina e ne mette 30 con 10/18 al tiro di cui 6/10 dalla lunga distanza, aggiungendoci anche 8 rimbalzi. Denver è riuscita a resistere alla rimonta di Dallas guidata da un Luka Doncic in grande spolvero: 35 punti, 11 rimbalzi e 16 assist con 4 recuperi per lo sloveno in 39 minuti, con altri quattro compagni in doppia cifra (19 Hardaway, 16 Porzingis e Johnson, 12 Brunson). L’ennesima tripla doppia del numero 77 però non è servita a Dallas, che con questo ko scivola sotto il 50% di vittorie (8-9). Denver ha vinto nonostante l'espulsione di Jamal Murray a 4:15 dalla fine del terzo quarto per un colpo alle parti basse di Tim Hardaway Jr. Il canadese era caduto a terra dopo uno scontro con l'avversario e rialzandosi lo ha colpito all'inguine con il braccio destro. Inizialmente l'arbitro aveva fischiato un fallo semplice, ma dopo aver rivisto l'episodio al video ha cambiato la decisione in "flagrant 2" con la conseguente espulsione. 

CHICAGO BULLS-BOSTON CELTICS 103-119 | Boston riabbraccia Jayson Tatum dopo cinque partite saltate per positività al COVID-19 e il numero 0 ricomincia da dove aveva lasciato, segnando 24 punti per sostenere i 26 di Jaylen Brown. Per conquistare il secondo successo consecutivo i biancoverdi hanno bisogno anche dei 19 di Daniel Theis e i 13 con 11 assist(massimo in carriera pareggiato) di Marcus Smart. Secondo ko in fila invece per i Bulls, a cui non bastano i 30 con 6/10 da tre punti di Zach LaVine, i 18 di Lauri Markkanen e la tripla doppia sfiorata da Thaddeus Young (16+9+9), pagando a caro prezzo il parziale di 18-2 subito a metà partita. Nonostante i tentativi per tutto il secondo tempo, Chicago non è mai riuscita davvero a impensierire gli avversari, complice un quintetto tutto tra il -15 e il -22 di plus-minus: ora la squadra di coach Donovan avrà 5 giorni di pausa. 

INDIANA PACERS-TORONTO RAPTORS 129-114 | Serve un ultimo quarto da 31-17 agli Indiana Pacers per avere ragione dei Toronto Raptors, grazie a 7 dei 36 punti finali di un Malcolm Brogdon da massimo in carriera. “Ero davvero arrabbiato dopo l’ultima partita, sono rimasto al telefono fino a notte fonda con il coach per cercare degli aggiustamenti” ha detto la guardia di Indiana, sostenuto dai 22 di Jeremy Lamb e i 21 di Myles Turner per sopperire all’infortunio di Domantas Sabonis. L’All-Star di Indiana infatti è dovuto uscire nel primo tempo per una contusione al ginocchioche non promette niente di buono, anche se la radiografia ha quantomeno escluso fratture. I Raptors però non sono riusciti ad approfittarne nonostante i 25 di Fred VanVleet e i 24 di Norman Powell, con coach Nurse che si è lamentato dell’arbitraggio: “È dura difendere quando fischiano fallo ogni volta che gli altri toccano la palla. È stata una parata verso la linea dei tiri liberi”. 

DETROIT PISTONS-PHILADELPHIA 76ERS 119-104 | I Sixers confermano la "Regola di Embiid": quando il centro non c’è, Philadelphia non vince. La squadra di Doc Rivers infatti ha un record di 12-2 quando può contare sul suo candidato MVP e di 0-4 quando non è stato disponibile, come questa notte per un problema alla schiena. Detroit ne ha approfittato per vendicare la sconfitta di due giorni fa, cavalcando il massimo in carriera da 28 punti di Delon Wright. Detroit ha avuto anche 25 punti da Jerami Grant e un'altra prestazione balistica di alto livello di Wayne Ellington, che tirando 6/9 dalla lunga distanza è salito a 30/50 dall'arco nelle ultime sei gare. A Philadelphia non sono serviti i 25 di Tobias Harris in una serata nervosa in cui sono stati fischiati cinque falli tecnici, tra cui quelli che hanno portato all'espulsione di Josh Jackson. Ora Philadelphia torna a casa per attendere i Lakers in una sfida tra le due primatiste nelle due conference. 

ORLANDO MAGIC-CHARLOTTE HORNETS 117-108 | La tredicesima doppia doppia stagionale di Nikola Vucevic (28+12) e la miglior partita di Cole Anthony in questa stagione (21 con 8/12 al tiro) bastano e avanzano ai Magic per interrompere una striscia di due sconfitte in fila. Orlando ha controllato il match senza mai permettere agli avversari di tornare sotto le 7 lunghezze di svantaggio, complici le 19 triple di squadra. Quinta sconfitta negli ultimi sei incontri contro Orlando per gli Hornets, a cui non bastano i 24 punti di Gordon Hayward e i 21 a testa di Terry Rozier e Devonte’ Graham, complice l’11/38 con cui hanno tirato dall’arco e il 68-46 rimediato nei due quarti centrali della partita. In questa partita per la prima volta due donne — Natalie Sago e Jenna Schroeder — hanno arbitrato insieme, con la terza completata dal veterano con Sean Wright. 

PORTLAND TRAIL BLAZERS-OKLAHOMA CITY THUNDER 122-125 | OKC torna a vincere dopo tre sconfitte in fila, andandosi a prendere il successo sul campo di Portland grazie ai 24 punti di Shai Gilgeous-Alexander e i 23 aggiunti da Mike Muscala (6 triple). I Thunder hanno segnato tutti i canestri necessari nel quarto periodo per tenersi sempre in vantaggio, resistendo anche alle due triple finali di Damian Lillard per portare a casa il successo. Dopo tre gare in fila sopra i 30 punti, il leader dei Blazers si è fermato a 26 con 10 assist, sostenuto dai 26 dalla panchina di un positivo Anfernee Simons e la doppia doppia da 13+22 di Enes Kanter. Nonostante la sconfitta e gli infortuni di McCollum e Nurkic, Portland si mantiene al quinto posto nella Western Conference con un record di 9-7.

GOLDEN STATE WARRIORS-MINNESOTA TIMBERWOLVES 130-108 | Tutto facile per gli Warriors, che cambiano il quintetto base inserendo Kevon Looney al posto del rookie James Wiseman(13 punti uscendo dalla panchina). Contro questi Timberwolves però sarebbe bastato un accorgimento qualsiasi, visto che i padroni di casa non sono mai stati in svantaggio controllando agilmente il match, grazie soprattutto ai 36 punti di Steph Curry e un Andrew Wiggins in grande spolvero. Alla sua prima partita contro la sua ex squadra, il canadese ha chiuso una delle sue migliori gare in maglia Warriors con 23 punti, 6 rimbalzi, 3 recuperi e 3 stoppate, tirando 10/19 dal campo. L’ennesimo colpo per questa tremenda stagione di Minnesota, che priva di Towns e Russell ha avuto 30 punti da Malik Beasley e poco altro, se non i 15 di Anthony Edwards. Troppo poco però per pensare di fermare un Curry da 7/12 dall’arco, mentre Nico Mannion ha avuto solo due minuti a disposizione nel finale (un recupero, una palla persa e un fallo). 

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