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Esultano Clippers (settima di fila) e Bucks, Celtics dominanti

di Paolo Terrasi
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L.A. CLIPPERS-OKLAHOMA CITY THUNDER 108-100 | Seconda vittoria in fila su OKC e settima consecutiva per i Clippers che si confermano nuovamente prima forza a Ovest al pari dei Lakers (13-4 il record). Non servono ai Thunder i 23 punti realizzati dall’ex di giornata Shai Gilgeous-Alexander o le triple a bersaglio nel quarto periodo firmate George Hill per rimettere in piedi un match in cui OKC è stata costretta a inseguire per tutti i 48 minuti. “In una serata in cui il tiro non sempre è andato dentro, Kawhi si è caricato tutti sulle spalle”: commenta cosi coach Tyronn Lue a fine gara, sottolineando la prestazione da 34 punti di Leonard (a una sola lunghezza di distanza dal massimo stagionale), condita con 9 rimbalzi e 8 assist. Serge Ibaka ne aggiunge 17, mentre Paul George litiga con il ferro e chiude con 11 punti con 13 tiri. 

BOSTON CELTICS-CLEVELAND CAVALIERS 141-103 | Successo senza appello dei Celtics che travolgono Cleveland segnando 141 punti - massimo in stagione per Boston - volando sul +17 a fine primo quarto, sul +22 all’intervallo lungo, senza più voltarsi indietro. Kemba Walker ne segna 21, Daniel Thies 17, Carsen Edwards 15: tutti realizzatori più prolifici di un Collins Sexton da 13 punti, copia sbiadita di quello visto nel doppio successo casalingo contro Brooklyn e spuntato in una serata in cui Cleveland non fa mai canestro. Il vero protagonista della sfida però è un altro: Jaylen Brown, scatenato nei 19 minuti trascorsi sul parquet e autore di 33 punti complessivi - mai nessuno nella storia NBA aveva segnato così tanto restando meno di 20 minuti in campo. Il n°7 dei Celtics ha chiuso tirando 13/20 dal campo, colpendo più volte dall’arco e regalandosi un impressionante +31 di plus/minus in uno spezzone così ridotto di partita: il modo migliore per non far pesare l’assenza di Jayson Tatum (pronto al rientro dalla prossima) e interrompere una striscia di tre sconfitte in fila. 

MILWAUKEE BUCKS-ATLANTA HAWKS 129-115 | Vincono anche i Bucks, guidati da un efficace Giannis Antetokounmpo autore di 27 punti con 9/13 al tiro, 14 rimbalzi e a due soli assist di distanza dalla tripla doppia. In quella che è la decima vittoria stagionale di Milwaukee, la squadra del Wisconsin scappa via sul +17 già nel primo quarto e resta in controllo della sfida fino alla sirena finale. Massimo in carriera per De’Andre Hunter, autore di 33 punti con 13/21 dal campo e un paio di triple a bersaglio. Nella serata in cui Trae Young resta fuori a causa di un fastidio alla schiena, ci pensa Rajon Rondo a guidare l’attacco di Atlanta e a servire un John Collins da 30 punti e 7 rimbalzi con 12/19 al tiro. Miglior prestazione a livello realizzativo in maglia Hawks anche per Danilo Gallinari, che in uscita dalla panchina in 19 minuti segna 17 punti con 3/6 dalla lunga distanza e il 50% complessivo dal campo. Una buona prova per un giocatore che sta cercando di ritrovare continuità e la migliore condizione fisica dopo tre settimane di stop.

ORLANDO MAGIC-CHARLOTTE HORNETS 104-107 | Successo in volata degli Hornets che battono i Magic grazie a un super Gordon Hayward che permette a Charlotte di interrompere una striscia di quattro sconfitte. L’ex Jazz e Celtics segna in penetrazione a 0.7 secondi dalla sirena il canestro del definitivo sorpasso degli ospiti - avanti nel punteggio per buona parte della sfida e poi crollati nel finale e costretti nuovamente a vincere la gara in volata. La giocata finale di Hayward è la ciliegina su una torta fatta di 39 punti, 15/25 al tiro, 5/8 dall’arco, conditi con 9 rimbalzi e tante giocate utili a protezione del ferro nei 39 minuti trascorsi sul parquet. Hayward è uno dei quattro giocatori in doppia cifra in casa Hornets, ai quali si aggiunge anche LaMelo Ball - autore di 11 punti e otto assist in 28 minuti. Le palle perse del rookie sono quattro, giusto per abbassare un po’ la media rispetto a quanto sottolineato prima della palla a due dal suo allenatore James Borrego. 

PORTLAND TRAIL BLAZERS-NEW YORK KNICKS 116-113 | Portland nonostante le assenze batte New York al termine di una sfida tirata nel finale, trascinata da un monumentale Damian Lillard - motore di una squadra che raccoglie anche 16 punti in uscita dalla panchina da Anfernee Simons. I Knicks le provano tutte, piazzano il parziale nell’ultimo quarto e arrivano anche a quattro lunghezze di distanza a 19 secondi dalla sirena, ricacciati definitivamente indietro da un paio di liberi di Carmelo Anthony - ex di giornata e autore di 12 punti con 14 tiri dal campo. Impossibile però non parlare di Lillard che si carica i Blazers sulle spalle in uno dei tanti match in cui Portland è costretta a fare a meno di Jusuf Nurkic e CJ McCollum: ci pensa il n°0, autore di 39 punti con 11/17 al tiro (a fine primo tempo erano 25 senza errori dal campo, 8/8), conditi con otto assist e 6/10 da tre punti. Una partita da MVP, da leader, da giocatore pronto a prendersi i riflettori anche senza avere il supporting cast necessario al suo fianco. Doveroso però sottolineare l’atteggiamento dei Knicks - una squadra profondamente diversa da quella remissiva e impalpabile degli anni passati. New York lotta, ci prova e si gode un Immanuel Quickley da 31 punti in uscita dalla panchina - scelta al primo giro all’ultimo Draft che sta facendo molto bene, proprio come Obi Toppin. Julius Randle ne aggiunge 25, ma la squadra di coach Thibodeau non riesce a evitare la seconda sconfitta in fila. 

SAN ANTONIO SPURS-WASHINGTON WIZARDS 121-101 | Tornano in campo a quasi due settimane di distanza dall’ultima volta gli Washington Wizards - costretti a restare in isolamento lontano dal parquet dallo scorso 11 gennaio perché non in grado di schierare almeno 8 giocatori: “Siamo felici di poterci essere, a prescindere dal risultato”, sottolinea coach Brooks, che cerca così di far passare in secondo piano la nona sconfitta dei suoi su 12 gare giocate in questo turbolento avvio di regular season. Gli Spurs invece confermano il loro ottimo momento di forma, guidati dai 21 punti di Patty Mills, dai 16 di Lonnie Walker IV e dalla seconda tripla doppia in carriera di Dejounte Murray - autore di 11 punti, 11 rimbalzi e 10 assist; ritornato in splendida forma dopo l’infortunio alla caviglia subito nel match contro Dallas di due giorni fa. Le attenuanti agli Wizards in realtà non mancano: ancora senza sei giocatori a disposizione e con una rotazione ridotta (reduce da 10 giorni in cui gli allenamenti sono stati, per chi ha potuto, soltanto individuali), Washington si aggrappa a Bradley Beal che ne segna 31 con 29 tiri, mentre Russell Westbrook litiga con il ferro tutta la gara e chiude con soli nove punti a referto.

INDIANA PACERS-TORONTO RAPTORS 102-107 | Toronto va sul campo di Indiana da sfavorita (6-9 il record contro quello 9-6 dei Pacers) e deve fare a meno di Kyle Lowry e anche di Pascal Siakam. Trova però una serata da 43% al tiro da tre punti e stringe in difesa limitando i due giocatori più importanti dei padroni di casa: la coppia Brogdon-Sabonis infatti chiude con 6/32 al tiro e tutti i Pacers, di squadra, vanno appena oltre il 40%. Toronto fa gara di testa a lungo ma la vince soltanto nei secondi fina. L’eroe della serata per i canadesi è OG Anunoby, in gran forma: dopo i 21 contro Miami, esplode per 30 contro Indiana, più del doppio della sua media stagionale. Tira 9/16 dal campo, manda a bersaglio 4 triple, condisce il tutto con anche 8 rimbalzi e 5 recuperi. Ma non è solo: Toronto ha 21 punti da Fred VanVleet e 20 da Norman Powell. Solo otto giocatori utilizzati da coach Bjorkgren, sei dei quali chiudono la gara in doppia cifra. Fa meglio di tutti Myles Turner: 25 punti con 4/7 da tre per il miglior stoppatore NBA, che rimanda al mittente 6 tiri dei giocatori di Toronto. Domantas Sabonis cattura 19 rimbalzi ma tira solo 1/10 dal campo, fa quasi peggio Malcolm Brogdon, tenuto a 5/22.

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