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Rimonta pazzesca di Golden State, bene Lakers e Celtics

di Paolo Terrasi
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I risultati della notte NBA

GOLDEN STATE WARRIORS-L.A. CLIPPERS 115-105 | Successo sorprendente per Golden State, che dopo due quarti e mezzo di grande sofferenza (finendo sotto anche di 22 lunghezze nel terzo quarto) rimontano e vincono contro i Clippers, interrompendo una striscia di quattro ko in fila contro i losangeleni. Merito di un ultimo quarto da 34-18 per i padroni di casa con protagonisti sorprendenti in uscita dalla panchina come Eric Paschall (12 punti), Brad Wanamaker, Kent Bazemore, Damion Lee e Mychal Mulder (+27 di plus-minus in 19 minuti). Il protagonista però non può che essere Steph Curry, che dopo i soli 13 punti di due giorni fa contro i Clippers ne segna 38 di cui 19 per lanciare la rimonta del terzo quarto (18-2 dopo aver toccato il -22). E dire che prima della partita il due volte MVP era in dubbio per un problema alla caviglia sinistra: per lui 13/24 al tiro con un’altra prestazione sensazionale da tre punti (9/14) a cui ha aggiunto anche il massimo stagionale da 11 assist per i compagni. Ad accompagnarlo ci sono i 16 punti di Andrew Wiggins. Quarto ko stagionale per i Clippers, che perdono un’altra partita che sembrava ampiamente tra le loro mani. Agli uomini di coach Tyronn Lue non bastano i 25 punti di Paul George (9/13 al tiro) e i 24 di Kawhi Leonard per resistere alla rimonta di Golden State, che ha alzato il livello difensivo tenendo L.A. a soli 40 punti nella ripresa dopo i 65 del primo tempo (con il 58% al tiro). 

LOS ANGELES LAKERS-CHICAGO BULLS 117-115 | Con le sconfitte di Phoenix e Clippers, i Los Angeles Lakers si prendono il primo posto solitario a Ovest resistendo ai Chicago Bulls pur senza poter contare su due titolari. Oltre a Caldwell-Pope, infatti, anche Anthony Davis ha dovuto alzare bandiera bianca per un problema all’adduttore, venendo sostituito in quintetto da Markieff Morris. A guidare tutti ci ha pensato però il solito LeBron James con 28 punti, 7 rimbalzi e 7 assist, con 17 a testa di Dennis Schröder e Montrezl Harrell (anche 14 rimbalzi per lui). Seconda sconfitta californiana in fila per i Bulls, a cui non serve la seconda prestazione sopra i 30 in fila di Zach LaVine. La guardia chiude con 38 punti dopo i 32 già segnati contro Sacramento, mettendone 19 nel solo primo quarto ma sbagliando il tiro del sorpasso a 4.7 secondi dalla fine. Inutile anche il massimo stagionale da 23 punti di Wendell Carter e i 15 di Thaddeus Young, perdendo Otto Porter nel primo tempo per problemi alla schiena. 

MILWAUKEE BUCKS-UTAH JAZZ 118-131 | La prima sconfitta interna dei Bucks dopo 4 vittorie arriva quasi inevitabilmente, quando i Jazz si presentano al Fiserv Forum con la mano torrida dalla lunga distanza: gli uomini di Snyder chiudono con 25/53 da tre, stabilendo il record di franchigia per triple realizzate e diventando la prima squadra nella storia ad avere 5 giocatori con almeno 4 triple realizzate. Decisivo il parziale di 12-0 Utah in apertura dell’ultimo quarto. Uno dei cinque giocatori dei Jazz con almeno 4 triple realizzate è Donovan Mitchell, autore di 32 punti con 4/9 da tre — gli altri sono Mike Conley (17 e 10 assist con 5/10 dall’arco), Jordan Clarkson (26 e 5/12), Royce O’Neal (18 con 6/8) e Bojan Bogdanovic (20 con 4/10). Al 47.2% al tiro da tre si somma il 50% dal campo e la bellezza di 31 assist di squadra (su 49 canestri). Due giocatori oltre i 30 punti — Giannis Antetokounmpo a quota 35 con 14/25 al tiro e anche un incoraggiante 5/7 ai liberi e Khris Middleton autore di 31 punti e 10 rimbalzi con 11/18 dal campo — oltre a tutto il quintetto in doppia cifra non bastano a Milwaukee per opporsi alla serata quasi perfetta al tiro degli avversari. Bucks poco precisi dall’arco e con soli 18 assist in tutta la gara (-13 rispetto ai Jazz).

SACRAMENTO KINGS-TORONTO RAPTORS 123-144 | Record di franchigia (per la stagione regolare) anche in casa Raptors, perché nella storia dei canadesi 144 punti in una singola partita non erano mai stati segnati (140 il primato precedente, 150 quello nei playoff). Reduci da tre ko consecutivi, pur senza Kyle Lowry (fuori per motivi personali) Toronto infligge a Sacramento la settima sconfitta consecutiva nei loro scontri diretti. Il top scorer dei canadesi è Fred VanVleet, che mette a segno 34 punti con un ottimo 13/22 al tiro, aggiungendoci anche 7 assist, mentre di assist ne ha 12 Pascal Siakam che va vicinissimo a centrare la tripla doppia (anche 17 punti e 9 rimbalzi per lui, con 7/11 al tiro). Coach Nurse ha altri due giocatori oltre quota 20 (Norman Powell in quintetto con 22, Chris Boucher dalla panchina con 23, 10 rimbalzi e un ottimo 9/12 al tiro) ma anche Terence Davis che ne firma 18.

DETROIT PISTONS-PHOENIX SUNS 110-105 OT | In questo strano inizio di stagione, può capitare che una delle peggiori squadre NBA rimonti 23 punti a una delle migliori vincendo la partita al supplementare. Questi Pistons però, nonostante i loro limiti di talento, non hanno mai perso per più di 15 punti di scarto, e la loro combattività li ha portati a vincere grazie alle giocate di Jerami Grant. Il nuovo arrivo in casa Detroit ha chiuso un’altra grande prestazione con 31 punti, 10 rimbalzi e due assist, di cui uno per la schiacciata della parità di Mason Plumlee a 9.6 secondi dalla fine. “La sua pazienza e la sua capacità di prendere buone decisioni è impressionante” ha detto un Blake Griffin da 16 punti e 12 rimbalzi. Per Detroit si tratta della rimonta più ampia degli ultimi 20 anni.

BOSTON CELTICS-WASHINGTON WIZARDS 116-107 | Quarta vittoria in fila per i Celtics, che nonostante le tante assenze sotto canestro (Tristan Thompson, Grant Williams e Robert Williams fuori per COVID-19) si aggrappano alle loro stelle per portare a casa il successo. Decisivo un secondo quarto da 33-19 per la squadra di coach Stevens, andando avanti anche di 28 lunghezze nel terzo quarto e resistendo al ritorno furioso di Washington fino al -4. In attesa che rientri Kemba Walker, a cui è stato permesso di allenarsi con la squadra, sono sempre Jayson Tatum e Jaylen Brown a guidare i Celtics. Il primo ha chiuso con 32 punti e 14/27 al tiro, il secondo con la doppia doppia da 27 punti e 13 rimbalzi a cui ha aggiunto anche 5 assist. Apparizione in campo per ben 19 minuti anche per Tacko Fall, autore di 4 punti, 8 rimbalzi e 3 stoppate con +13 di plus-minus (nessuno meglio di lui dalla panchina). Altra prestazione mostruosa e altra sconfitta per Bradley Beal, che dopo i 60 realizzati nel ko con Philadelphia ne ha segnati altri 41, guidando la rimonta fallimentare dei suoi nella ripresa. A prendersene la responsabilità è stato però coach Brooks: “È colpa mia, ho cercato di tenerlo in campo quei tre minuti di troppo per rimontare e l’abbiamo pagata nel finale”. Male il ritorno in campo di Russell Westbrook, che ha giocato con due dita incerottate insieme: per lui 12 punti con 4/16 al tiro.

NEW ORLEANS PELICANS-CHARLOTTE HORNETS 110-118 | Altra rimonta, questa volta da parte degli Hornets sul campo dei Pelicans partendo da -18 nel secondo quarto. Merito di un Gordon Hayward scatenato nella ripresa, autore di 22 dei suoi 26 punti finali seguito dai 20 di Miles Bridges e i 17 di Devonte’ Graham per raccogliere la quarta vittoria stagionale. Il primo derby della famiglia Ball va a LaMelo, che sfiora la tripla doppia in uscita dalla panchina (12 punti, 10 rimbalzi e 9 assist, comunque la sua prima doppia doppia in carriera) e supera di slancio i soli 5 punti realizzati da Lonzo, che ha sbagliato 6 delle 7 triple tentate venendo anche "punito" da una tripla in step back del fratellino. “È stato bello giocare contro di lui” ha detto LaMelo. “Ogni volta che vinciamo, poi, è sempre la cosa migliore”.

HOUSTON ROCKETS-ORLANDO MAGIC 132-90 | Successo comodissimo per i Rockets, che vincono tutti i quarti tra cui i primi due per 62-33 e controllano fino alla fine senza nemmeno impegnarsi troppo. Christan Wood chiude con 22 punti e il suo massimo in carriera da 15 rimbalzi, seguito dalla doppia doppia da 15 punti e 13 assist di James Harden, i 15 di PJ Tucker e i 14 di John Wall. 

MEMPHIS GRIZZLIES-BROOKLYN NETS 115-110 | Prima vittoria in casa per i Grizzlies, che perdono Jonas Valanciunas a metà partita per il protocollo di salute e sicurezza anti-COVID ma riescono comunque a vincere grazie ai 24 punti di Dillon Brooks e i 21 di Brandon Clarke. I Grizzlies sono riusciti a spuntarla negli ultimi 4:15 di gioco dopo aver sprecato 22 punti di vantaggio, confezionando un parziale di 7-0 poi rivelatosi decisivo.

NEW YORK KNICKS-OKLAHOMA CITY THUNDER 89-101 | Si interrompe anche il momento positivo dei Knicks, che tornano a perdere dopo tre successi consecutivi sprecando un inizio di partita terribile da parte degli avversari. I Thunder infatti cominciano malissimo, segnando solo 15 punti col 21% al tiro nel primo quarto, ma rimontano e vincono grazie ai 25+10+7 di Shai Gilgeous-Alexander e i 23 dalla panchina di Hamidou Diallo, decisivo con la sua energia.